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Cristiano Ronaldo alla Juve, borsa ed effetti economici

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Sei interessato al mercato azionario e hai un debole per il calcio? Bene, allora sicuramente saprai che le tue due passioni sono strettamente collegate, e che attualmente gli eventi e le notizie riguardanti il mondo del calcio possono influenzare l’andamento borsistico di certe azioni. Come ovviamente successo tra Cristiano Ronaldo e la Juventus FC.

È da tempo che le squadre di calcio vogliono essere coinvolte nei principali mercati del mondo. Ci sono stati molti club che hanno visto nei mercati azionari una buona occasione per ottenere redditività e nuovi canali di finanziamento. Questo sport tradizionale, che raccoglie sempre più appassionati, ha un proprio indice di borsa in Europa: lo STOXX Europe Football.

Non possiamo negare che gli alti e bassi dei mercati siano dovuti alle sconfitte o alle vittorie sul campo dei club quotati, ma anche a acquisti o cessioni spettacolari come l’ultima riguardante Cristiano Ronaldo, il super attaccante ex Real Madrid, che dalla prossima stagione vestirà la maglia bianconera.

Le voci di un possibile Cristiano Ronaldo alla Juventus

In borsa, la Juve era stata scambiata ai minimi lo scorso 4 aprile. Quel giorno le sue azioni erano cadute con forza dopo essere stata eliminata proprio dal Real Madrid nelle semifinali della Champions League. Ronaldo, con il suo spettacolare gol, ha sottratto 30 milioni di euro alla capitalizzazione di mercato dei bianconeri, portandola a soli 615,29 milioni.

Martedì 3 luglio è stata diffusa la notizia della possibile firma di Cristiano Ronaldo, che i media italiani e portoghesi davano per scontata nelle “prossime ore”. In quella settimana, la Juventus ha preso il volo, rimontando più del 30%, in gran parte grazie ai forti rumori riguardanti l’acquisizione.

La stampa sportiva, che per tutta la settimana ha insistito sulla concretezza della notizia, è arrivata a ipotizzare la nuova residenza del miglior giocatore del mondo in un’urbanizzazione esclusiva di Torino, con oltre 1.700 metri quadrati di spazio abitabile.

Da quando sono iniziate le voci sulla firma del giocatore portoghese, i titoli hanno accumulato un aumento del 33%. Infatti, il “surriscaldamento” delle azioni della Vecchia Signora ha portato la Consob, a chiedere spiegazioni alla Juventus, che ha dovuto rilasciare una dichiarazione ufficiale al mercato:

“Su richiesta della Consob, dopo la recente copertura mediatica, la società Juventus Football Club chiarisce che durante il periodo di trasferimento valuta molte opportunità di mercato e, se viene definito un accordo, verrà rilasciato un comunicato stampa conforme alle regole “, ha riferito il club juventino.

Le azioni della Juventus di Torino sono salite così ai massimi da quattro mesi dopo la conferma di una possibile operazione. Con voci che davano l’acquisto del attaccante al Real Madrid che poteva ammontare a 105 milioni con un gettone, a carico del club torinese, di 30 milioni di euro netti a stagione fino al 2022.

Reazioni in borsa dopo conferma acquisto di Ronaldo.

A prescindere dalle previsioni, la conferma della firma di Cristiano Ronaldo alla Juve ha causato un crollo del valore delle azioni. Nel giorno di mercoledì, a soli 2 giorni dall’annuncio della firma, la caduta del titolo ha raggiunti già il 7,4%, che si aggiunge -4% registrato nella sessione di martedì.

In questo modo, la capitalizzazione di borsa della Juventus ha perso 100 milioni di euro in soli due giorni, lo stesso importo che ha pagato per la stella portoghese. Da quando erano iniziate a circolari le voci della possibile firma, le azioni erano aumentate del 33%, mentre sono diminuite di oltre il 16% da quando è stata confermata l’operazione, per toccare il minimo di 0,76 euro nella giornata di giovedì 12.

Sembrerebbe che si sia concretizzato il detto borsistico, comprare con i rumori e vendere con la notizia. L’annuncio ufficiale è stato fatto con il mercato italiano già chiuso, e quello che sembrava una buona notizia per il club bianco nero si è trasformato in una caduta del titolo in borsa. Tuttavia, la sua capitalizzazione è rimasta molto più alta rispetto alla settimana precedente all’annuncio e dopo il minimo toccato giovedì ora sembra aver imboccato una tendenza rialzista.

Il futuro delle azioni della Juventus con Cristiano Ronaldo

La Vecchia Signora ha debuttato nel mercato azionario nel 2001 dopo una OPV che fissava il prezzo dell’azione a 3,45 euro. Fu così che la Juve si unì in maniera piuttosto brillante a squadre come Roma, Lazio, Manchester United o Borussia Dortmund nel mondo dei club quotati in borsa.

Nonostante questo il valore delle azioni della Juve ha vissuto un percorso tutt’altro che entusiasmante negli ultimi diciassette anni. Possiamo dire che, dopo una serie di pesanti cadute, i titoli non hanno mai sollevato la testa e, nonostante il rimbalzo nei giorni scorsi, hanno accumulano una caduta superiore al 70%.

Le azioni hanno subito pesanti battute d’arresto dal 2006, quando la squadra era scesa in serie B per gli scandali di Calciopoli, dove veniva coinvolta in diverse partite truccate. Sebbene la Juventus abbia riacquistato lo status sportivo dopo un anno di inferno, con sei campionati consecutivi, le azioni non hanno toccato l’euro per azione fino a quando Cristiano Ronaldo non è arrivato al club.

Bisogna considerare che la firma di Cristiano Ronaldo costerà alla Juventus circa 320 milioni di euro, ad un tasso di 80 per ciascuna delle quattro stagioni che il portoghese avrebbe firmato. Calcolando che il trasferimento è valutato in 100 milioni a favore del Real Madrid. Lo stipendio del calciatore supporrebbe una spesa di circa 55 milioni per la Juve, di cui Ronaldo incasserebbe un netto di 30 milioni.

A fronte di queste esorbitanti cifre bisognerà vedere se la Vecchia Signora riuscirà a capitalizzare l’arrivo del super attaccante nelle 4 stagioni a venire e non solo dal punto di vista calcistico. Infatti la Juventus non contratta solo Cristiano Ronaldo, un semplice giocatore di calcio, ma CR7, un marchio che fattura 93 milioni all’anno. Pertanto, il portoghese diventerà il simbolo di una nuova Juve planetaria, aumentando la sua partecipazione a tornei e sponsorizzazioni in tutto il mondo.

Per il momento l’unica certezza è che la casa automobilistica Fiat, di proprietà della famiglia Agnelli, sta fronteggiando uno sciopero interno per i 100 milioni pagati al Real Madrid per la firma di Cristiano Ronaldo.

Per controllare in tempo reale il valore delle azioni della Juve clicca su: Azioni Juventus FC

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REDAZIONE BORSA DIVERSA

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Come funziona: Tassi di interesse nel Forex

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Quando ci si appresta ad usare l’analisi fondamentale, la prima cosa che dobbiamo sapere è che l’insieme degli indicatori economici di un paese costituisce l’informazione fondamentale che un trader deve possedere. All’interno di questi indicatori, i tassi di interesse occupano il primo posto. Senza timore di commettere errori, potremmo dire che tali tassi muovono il mercato forex. Pertanto, per i trader Forex, conoscere le oscillazioni dei tassi di interesse dei diversi paesi fa parte dell’Analisi Fondamentale, un Informazione che aiuterà a prendere le migliori decisioni di investimento nel mercato forex.

Tassi di interesse e banche centrali

I tassi di interesse prevalenti in un dato paese sono fissati dalla banca centrale – l’autorità responsabile per la definizione delle politiche monetarie del paese – e l’aumento o la discesa degli stessi sarà in linea con l’evoluzione dell’economia.

Abbiamo già un primo indizio sull’importanza dei tassi di interesse per i trader del Forex, al sapere che i tassi sono definiti dall’autorità monetaria di un paese. L’influenza dei livelli di interesse è decisiva per la valuta.

Uno dei fattori che determinano il processo decisionale sul tasso di interesse, per una banca centrale, sono i livelli di inflazione. Ci riferiamo all’aumento subito dai prezzi di beni e servizi.

L’inflazione moderata in un paese è un sintomo salutare della sua economia, poiché indica l’esistenza di un consumo sistematico da parte dei consumatori. Al contrario, l’inflazione eccessiva può essere il sintomo di una crisi profonda.

Le banche centrali hanno come politica quella di stabilire un indice inflazionario ideale. Per le economie sviluppate, questo indicatore si aggira in un 2%. Quando l’inflazione supera questo limite, le autorità monetarie di solito aumentano i tassi di interesse, per contrarre il credito, rendendo la valuta “più costosa” e ponendo un limite al consumo.

Viceversa, se il consumo è basso, anche il livello di inflazione è basso. Le banche centrali allora abbassano il costo del denaro, riducendo i tassi di interesse, promuovendo credito e consumi.

In che modo i tassi di interesse influiscono sul mercato valutario?

Poiché le diverse valute dipendono dai tassi di interesse di ciascun paese, si genera un flusso di capitali sia a livello nazionale che internazionale. Supponiamo di dover decidere dove investire i nostri soldi e in un paese il tasso d’interesse è del 1% e in un altro 0,50%. Sicuramente, investiremo dove il tasso è più alto, questo rafforza la valuta di quel paese.

Quindi, come regola generale, diciamo che un aumento dei tassi di interesse, da parte della banca centrale di un paese, aiuta a rafforzare la valuta di quel paese.

I tassi di interesse hanno anche un’influenza elevata su altri aspetti dell’economia di un paese, i quali influenzano anche i tassi di cambio della sua valuta. E non solo nel  proprio paese, i tassi di interesse possono persino avere effetti all’estero. Ad esempio, la Banca del Giappone tende a mantenere tassi di interesse più bassi rispetto alla maggior parte dei paesi industrializzati. Ciò causa un carry trade in cui gli speculatori richiedono yen e portano al rialzo del valore relativo dello yen rispetto alle altre valute.

Il concetto di differenziale nei tassi di interesse

I trader che intervengono nel mercato Forex lo fanno prendendo decisioni sulle coppie di valute, ad esempio EUR / USD. Nell’analisi fondamentale che gli operatori devono sviluppare, devono essere presi in considerazione i tassi d’interesse disposti dalle autorità monetarie di ciascuna delle valute interessate.

La differenza tra entrambi i tipi di interesse è nota come “differenziale del tasso di interesse”. Molto importante tenerne conto.

Ogni volta che lavoriamo con coppie di valute, ce ne sarà una con rendimento maggiore rispetto all’altra e se il differenziale aumenta, favorirà la valuta con il rendimento più alto. D’altra parte, se lo spread tende a ridursi, quella favorita sarà la valuta con il rendimento più basso.

Tassi nominali e reali

Quando ci si riferisce ai tassi di interesse nei mercati, è importante sapere se si riferiscono al tasso di interesse nominale o reale.

Il tasso nominale è quello che è stato definito dalla banca centrale e non è sempre la misura più appropriata da prendere in considerazione. Il tasso di interesse reale è quello che risulta dall’adeguamento del tasso nominale con l’indice di inflazione. In questo ambito bisogna tenere a mente una semplice formula:

Tasso di interesse reale = tasso di interesse nominale – inflazione attesa.

I mercati tengono conto del tasso reale, dal momento che nel prendere una decisione di investimento dobbiamo considerare il rendimento reale che questo investimento ci darebbe. Ad esempio, se investiamo in un’obbligazione il cui tasso di interesse nominale è del 3% e l’inflazione è pari al 2%, il rendimento di tale obbligazione sarà del 1%.

In conclusione, diremo che nell’Analisi Fondamentale che deve essere effettuata da coloro che operano nel mercato Forex, i tassi di interesse giocano un ruolo decisivo.

REDAZIONE BORSA DIVERSA

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Libertà finanziaria: 6 consigli per raggiungerla facilmente con FXGM

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La libertà finanziaria è la capacità di non essere ossessionati dalle preoccupazioni che riguardano il proprio conto in banca. Con una pianificazione attenta, raggiungere la libertà finanziaria potrebbe non essere così difficile come sembra. Per ottenere la libertà finanziaria bisogna formulare un piano, una strategia. Guardate a che punto siete ora, impostate obiettivi finanziari e trovate modi per ridurre le spese inutili.

Considera le tue finanze attuali.

Il primo passo verso la libertà finanziaria è determinare a che punto sei in questo preciso momento. Dovrai prendere in considerazione le tue finanze per farti un’idea sul tuo punto di partenza per avere più sicurezza finanziaria. Scopri il tuo patrimonio netto, che è essenzialmente una valutazione onesta della tua ricchezza attuale.
– Raccogli tutto ciò che possiedi e il suo valore. Ciò include cose evidenti, come la tua casa e la tua auto, ma pensa anche fuori dalla scatola. Avete collezionisti preziosi? Lei possiede una proprietà? Una volta che hai accumulato i tuoi beni, aggiungi il tuo reddito annuo, oltre a qualsiasi altro denaro che fai ogni anno attraverso lavori secondari o investimenti.
– Elenca tutti i tuoi debiti. Questo può includere il debito della carta di credito, la tua ipoteca e qualsiasi prestito.
– Sottrai i tuoi debiti dal primo numero. Il numero che hai ora rappresenta il tuo valore netto.

Capire le tue uscite per raggiungere la libertà finanziaria.

Dovresti capire quanto spendi ogni mese e quanti redditi avete ogni mese. Questo vi darà un senso su dove potresti ridurre le spese. Se sei attento alle spese quotidiane e mensili, sarai sorpreso di quanti soldi potresti risparmiare.

Conserva un piccolo giornale per un mese e scrivi dove stai spendendo i tuoi soldi o utilizza un’applicazione come Mint per aiutarti a tenere traccia delle tue spese. Tenere traccia di tutte le fatture che si paga, affitto mensile o mutuo, pagamenti assicurativi e così via.

Imposta una serie di obiettivi finanziari.

Dovresti impostare alcuni obiettivi finanziari per te stesso. È necessario disporre di un piano chiaro per il futuro se si vuole diventare finanziariamente indipendenti.
– Prova a pensare in anticipo. Dove vuoi essere tra 10 anni? e tra 15? Come puoi investire e risparmiare i tuoi soldi per assicurarti di poter raggiungere questi obiettivi? Mantenere obiettivi realistici.
– Scrivi una serie di obiettivi, classificati in termini di importanza. Includere entrambi gli obiettivi a breve termine (“Voglio ridurre la spesa mensile di $ 300 di questo mese) e obiettivi a lungo termine (” Voglio avviare un fondo di pensionamento in modo da poter avere soldi nei prossimi 20 anni “).

Risparmia dal 10 al 15% di quello che guadagni.

Quando si tratta di risparmiare, si dovrebbe iniziare subito. Un buon obiettivo è quello di mettere da parte 10-15% di quello che guadagni ogni mese. L’abitudine di risparmiare denaro può davvero aiutare le tue prospettive finanziarie a lungo termine.
– Puoi farlo sia su base settimanale che mensile.  Puoi anche comunicare alla tua banca dei trasferimenti automatici e avere il 10% al 15% di ciascun stipendio automaticamente trasferito sul tuo conto di risparmio ogni mese.
– I prelievi automatici sono una buona idea. Molte persone lottano per mettere da parte i soldi e si sentono tentati di spendere tutto quello che hanno.

Ridurre la spesa discrezionale.

Prendi il tuo conto mensile. Guarda tutti i pagamenti che hai ogni mese e vedi dove c’è spazio per tagliare. Notare dove si sta spendendo per beni e servizi non necessari e considerare l’eliminazione di queste spese. Anche piccole modifiche possono portare a grandi risparmi nel tempo, portando a termine il raggiungimento della libertà finanziaria desiderata.

Monitorare i risultati e apportare modifiche se necessario.

Alla fine del mese valutare se le modifiche apportate siano state efficaci. Per esempio, potresti vedere che aver tagliato la tua dose di latte giornaliera ti ha fatto risparmiare 90 euro, che hai potuto usare per il pagamento di un tuo debito. Potresti anche scoprire che devi regolare il tuo budget – forse devi ridurre ulteriormente le tue spese, o forse hai un aumento e puoi contribuire in più al pagamento del tuo debito e dei tuoi obiettivi di risparmio.

Questi sono i consigli di FXGM.

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