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Come funziona: lo Stop Loss e come si usa

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Uno stop loss è un ordine di vendita condizionale sul mercato Forex, ovvero un’ordine che viene eseguito se la condizione è soddisfatta. Questo tipo di ordine viene normalmente utilizzato per impostare un limite massimo di perdite e in modo che in caso di una diminuzione del prezzo al valore predeterminato, la vendita venga eseguita automaticamente.

Uno stop loss viene solitamente spiegato come fissare il limite di denaro che siamo disposti a perdere quando entriamo in posizione sul mercato valutario, e in tal senso è consigliabile fissare lo stop loss subito dopo l’acquisto. È uno strumento molto utile per i piccoli investitori che non possono o non vogliono essere costantemente al corrente di ciò che accade nel mercato.

Ma lo stop loss è molto più di questo e può anche essere usato per evitare di perdere eventuali rialzi ed evitare di vendere prima del tempo, fatto che potrebbe farci perdere una buona fetta di rendimento.

Come funziona un ordine di stop loss

L’investitore stabilisce un prezzo equivalente al massimo che è disposto a perdere in un investimento. Se il cambio raggiungesse quel prezzo, sarebbe venduto automaticamente.

Esempio pratico Stop Loss

Supponiamo che un investitore che compra EUR/USD a 1.2 e il limite massimo che sarebbe disposto a perdere è del 10%. In tal caso, fisserebbe un ordine condizionato al prezzo di 1.08. In questo modo se il mercato valutario comincia a scendere, nel momento in cui il prezzo del cambio EUR/USD raggiunge 1.08 si procede automaticamente alla vendita, abbandonando così una posizione potenzialmente svantaggiosa e limitando le perdite. Se il prezzo non raggiunge mai 1.08, l’ordine non viene eseguito e l’investitore può operare normalmente in qualsiasi momento.

Questo tipo di ordine evita di dover essere a conoscenza delle quotazioni e limitare il nostro rischio quando investiamo nel Forex.

La possibilità di stabilire uno stop loss è un servizio totalmente gratuito e senza costi offerto dalla maggior parte dei broker.

Come regola generale, la fissazione del prezzo al quale verrà eseguito l’ordine condizionato non deve essere eccessivamente vicina al prezzo di acquisto. Un calo del 2% non deve significare che il prezzo scenderà drasticamente, può essere una semplice correzione e quindi continuare con un percorso verso l’alto. Se il nostro investitore, che ha acquistato a 1.2 lo stock, fissa il prezzo dello stop loss a 1.9 potrebbe essere che finisca per innescare lo stop loss a causa di un piccolo calo dell’1% nei giorni successivi all’acquisto, che potrebbe essere solo una correzione della tendenza in corso e non una vera inversione. Il prezzo potrebbe benissimo risalire a 1.2 per poi continuare il suo trend rialzista. Quell’investitore avrebbe venduto a 1.9 per un piccolo e consueto calo del mercato valutario.

Stop loss per garantire guadagni

Finora abbiamo visto come funzionano questi ordini per evitare “mali più grandi” o impostare un massimo di perdite. Ma spesso dimentichiamo che possiamo usare lo strumento per non perdere profitti.

Per utilizzare uno stop loss tenendo conto di non perdere potenziali guadagni, dobbiamo cambiare il valore dello stop loss al crescere del prezzo del nostro cambio. La maggior parte dei broker non ti consente di modificare il prezzo di uno stop loss. Pertanto, per modificarlo, sarà necessario cancellare lo stop loss e crearne uno nuovo, e poiché non ha costi o commissioni, non ci sono problemi.

Vediamo come massimizzare i profitti grazie a uno stop loss riferendoci all’esempio di prima.

1.- Un investitore acquista EUR/USD a marzo 2018 al prezzo di 1.2 dollari per euro, visto che ritiene che siamo in una fase rialzista dell’euro.

2.- Per prudenza imposta il suo stop loss a 1.08.

3.- Nell’aprile 2018 la quota dell EUR/USD vale 1.37. L’investitore guadagna il 14% in un solo mese. La cosa normale sarebbe vendere e raccogliere profitti, ma ci sono tutte le prerogative per dire che il cambio può continuare a salire e guadagnare di più. D’altra parte il nostro investitore ha paura che dopo un brusco aumento il cambio cada bruscamente facendogli perdere i suoi possibili “benefici”, la soluzione è quindi quella di cambiare lo stop loss.

4.- L’investitore cambia lo stop loss che aveva messo a 1.08 a 1.30. In questo modo riesce a non vendere le azioni, ma nel caso il cambio scenda venderà a 1.3. In questo modo continuerebbe ad essere un investimento molto redditizio, ma eviterá di vendere nel caso in cui ci siano ulteriori aumenti.

5.- Nel mese di agosto 2018 la quota EUR/USD raggiunge gli 1.45. L’investitore ora sposta il suo stop loss a, ad esempio, a 1.40 (quindi anche se ci fosse un calo del prezzo, venderebbe a 1.40, che sarebbe molto più del 1.37 a cui stava per vendere).

Pertanto, spostando lo stop loss verso l’alto, garantiremo di non perdere aumenti futuri e una redditività minima prefissata in caso di diminuzione della quotazione.

Stop dinamico o stop loss automatico

L’esempio precedente di spostare lo stop loss manualmente in modo da non perdere profitti alcuni broker lo offrono automaticamente e si chiama Stop dinamico. Quindi possiamo impostare lo stop dinamico in modo da vendere se, ad esempio, la quotazione cade oltre il 10%. Man mano che il valore del cambio va aumentando, lo stop dinamico salirà automaticamente, rimanendo sempre il 10% inferiore alla quotazione di mercato attuale. Nel caso in cui il prezzo del cambio si abbassi lo stop dinamico non scenderà ma rimarrà fisso al valore a cui è arrivato.

REDAZIONE BORSA DIVERSA

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Come funziona: la leva finanziaria

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Ci sono diverse modalità di investire in borsa, una di queste è la leva finanziaria, o detta anche in altri termini “leverage”. Con questo sistema un investitore può acquistare o vendere azioni una somma superiore rispetto a quanto effettivamente possiede, quindi più alta rispetto al suo capitale. Di fatto con la leva finanziaria chi investe in borsa o si occupa di trading può ottenere altissimi rendimenti maggiori rispetto alla sua effettiva capacità d’investimento. Ovviamente l’investitore si espone a rischi molto più elevati poiché non ha copertura per le eventuali perdite che possono essere in molti casi molto ingenti.

Questo diciamo che è un aspetto sintetico e generale di come funziona la leva finanziaria, ma vediamo alcuni esempi concreti di come funziona questo meccanismo finanziario.

Esempio di leva finanziaria

Poniamo che un investitore ha un capitale di 1.000 Euro e decide di investire su di un titolo, ipotizziamo anche che le probabilità di guadagno o perdita siano del 30%, quindi se l’investimento ha esito positivo, otterrà 1.300 Euro di contro se perderà, rimarrà con 700 Euro di capitale residuo, questo sistema s’identifica come una delle normali operazioni d’investimento.

Ora vediamo come cambia la modalità d’investimento usando la leva finanziaria, quindi come funziona e quali possono essere i vari risvolti in caso di vincita o perdita.

Ipotizziamo ora che l’investitore che ha 1.000 Euro di capitale, decida di prendere altri 9.000 Euro in prestito. Questo ovviamente cambia del tutto la connotazione del suddetto investimento, poiché la leva finanziaria è di 10 a 1, quindi si investe 10.000 avendone in realtà solo 1.000 come capitale proprio.

A questo punto, se l’investimento fatto andrà come sperato, quindi positivamente, ipotizzando sempre un 30% di guadagno come di perdita, in caso positivo otterrà ben 13.000 Euro, con un rendimento lordo di 3.000 su un capitale disponibile di 1.000, questo vuol dire un profitto lordo del 300%. Sui 9.000 Euro che in ogni caso dovrà restituire e pagare un interesse, ma che in funzione del rendimento si tratta di una cifra più che accettabile. Questo in soldoni come funziona la leva finanziaria, dove in borsa spesso è utilizzata per ottenere alti profitti anche quanto non si hanno capitali sufficienti.

La leva finanziaria sui derivati

Un’altra modalità per fare trading online e ottenere rendimenti superiori grazie al moltiplicatore del capitale, come potrebbe essere ad esempio l’oro. In questo caso abbiamo due modalità per ottenere un rendimento: possiamo comprare l’oro fisico oggi e rivenderlo tra un mese aspettando che salga e ottenere quindi un margine di guadagno.

Vediamo un altro caso quindi, ad esempio se decidiamo di acquistare un derivato tra un mese. In questo caso abbiamo la possibilità di comprare poniamo 100 grammi d’oro a prezzo corrente di 5.000 Euro. Ora con i derivati l’investitore non deve avere i 5.000 Euro, ma solo il capitale per acquistare lo stesso derivato.

Ora ipotizziamo che una qualsiasi banca vende per 100 Euro un derivato che ci consentirà di acquistare tra solo un mese gli stessi 100 grammi d’oro per la somma di 5.000 Euro. Se passati i 30 giorni l’oro salirà di valore, mettiamo del 10%, quindi 100 grammi varranno 5.500 Euro, potremmo comprarlo e rivenderlo subito dopo, ottenendo un guadagno di 500 Euro, che decurtati dei 100 Euro del costo del derivato si otterranno ben 400 Euro di profitti, in altre parole il 400% del capitale. Al contrario, evitando la leva finanziaria, per ottenere 500 Euro l’investimento sarebbe dovuto essere di 5.000 Euro, con un profitto di solo il 10%.

Questo dovrebbe far capire come spesso in borsa e nel trading in genere si possono ottenere grandi guadagni a fronte di capitali inferiori agli stessi rendimenti, questa è la leva finanziaria, ed ecco in buona sostanza come funziona, ma ovviamente non è detto che il guadagno sia sempre scontato!

Può anche andare male con leva finanziaria

Abbiamo visto dunque l’aspetto positivo della leva finanziaria, ma come sappiamo, non è né certo né scontato che ogni investimento fatto in questa modalità vada sempre a buon fine. Vediamo ora come funziona la leva finanziaria in caso di perdita, perché, di fatto, l’effetto moltiplicatore funziona sì quando positivo, ma funziona anche quando si va in perdita, con effetti molto ampi. Ad esempio, ipotizziamo di avere 1.000 Euro del nostro capitale e vogliamo investirne altri 9.000 presi in prestito, poniamo anche che il titolo acquistato perda il 30% quindi dei 10.000 investiti ne resterebbero solo 7.000 di cui 9.000 dobbiamo restituirli con ovviamente un interesse aggiuntivo, quindi la perdita sarà di 3.000 Euro su un capitale iniziale posseduto di 1.000. Questo vuol dire una perdita del 300% dovuto alla perdita del valore iniziale del titolo acquistato, com’è facile intuire i rendimenti possono essere altissimi così come lo sono anche le perdite.

La leva finanziaria in borsa è sicuramente uno strumento speculativo che offre ampie forbici di profitto, ma come abbiamo visto anche le perdite, vanno di pari passo, quindi si tratta di uno strumento che va usato con molta cautela. Fare trading a questi livelli presuppone una buona conoscenza dei meccanismi di rendimento e perdita, quindi con la consapevolezza dei rischi che si possono correre. Per molti aspetti si tratta di uno strumento che ha grandi potenzialità interessanti, chi si occupa di trading spesso utilizza questo sistema, ma stiamo parlando di persone che hanno molta esperienza e sanno ben interpretare il mercato finanziario.

Chi fa trading, almeno una volta ha sperimentato il lato negativo della leva finanziaria, ed è ecco detto come funziona questo sistema non proprio privo di stress.

Per approfondire ulteriormente leggete anche quanto scrive la CONSOB sulla leva finanziaria.

 

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