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Come funziona: Tassi di interesse nel Forex

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Quando ci si appresta ad usare l’analisi fondamentale, la prima cosa che dobbiamo sapere è che l’insieme degli indicatori economici di un paese costituisce l’informazione fondamentale che un trader deve possedere. All’interno di questi indicatori, i tassi di interesse occupano il primo posto. Senza timore di commettere errori, potremmo dire che tali tassi muovono il mercato forex. Pertanto, per i trader Forex, conoscere le oscillazioni dei tassi di interesse dei diversi paesi fa parte dell’Analisi Fondamentale, un Informazione che aiuterà a prendere le migliori decisioni di investimento nel mercato forex.

Tassi di interesse e banche centrali

I tassi di interesse prevalenti in un dato paese sono fissati dalla banca centrale – l’autorità responsabile per la definizione delle politiche monetarie del paese – e l’aumento o la discesa degli stessi sarà in linea con l’evoluzione dell’economia.

Abbiamo già un primo indizio sull’importanza dei tassi di interesse per i trader del Forex, al sapere che i tassi sono definiti dall’autorità monetaria di un paese. L’influenza dei livelli di interesse è decisiva per la valuta.

Uno dei fattori che determinano il processo decisionale sul tasso di interesse, per una banca centrale, sono i livelli di inflazione. Ci riferiamo all’aumento subito dai prezzi di beni e servizi.

L’inflazione moderata in un paese è un sintomo salutare della sua economia, poiché indica l’esistenza di un consumo sistematico da parte dei consumatori. Al contrario, l’inflazione eccessiva può essere il sintomo di una crisi profonda.

Le banche centrali hanno come politica quella di stabilire un indice inflazionario ideale. Per le economie sviluppate, questo indicatore si aggira in un 2%. Quando l’inflazione supera questo limite, le autorità monetarie di solito aumentano i tassi di interesse, per contrarre il credito, rendendo la valuta “più costosa” e ponendo un limite al consumo.

Viceversa, se il consumo è basso, anche il livello di inflazione è basso. Le banche centrali allora abbassano il costo del denaro, riducendo i tassi di interesse, promuovendo credito e consumi.

In che modo i tassi di interesse influiscono sul mercato valutario?

Poiché le diverse valute dipendono dai tassi di interesse di ciascun paese, si genera un flusso di capitali sia a livello nazionale che internazionale. Supponiamo di dover decidere dove investire i nostri soldi e in un paese il tasso d’interesse è del 1% e in un altro 0,50%. Sicuramente, investiremo dove il tasso è più alto, questo rafforza la valuta di quel paese.

Quindi, come regola generale, diciamo che un aumento dei tassi di interesse, da parte della banca centrale di un paese, aiuta a rafforzare la valuta di quel paese.

I tassi di interesse hanno anche un’influenza elevata su altri aspetti dell’economia di un paese, i quali influenzano anche i tassi di cambio della sua valuta. E non solo nel  proprio paese, i tassi di interesse possono persino avere effetti all’estero. Ad esempio, la Banca del Giappone tende a mantenere tassi di interesse più bassi rispetto alla maggior parte dei paesi industrializzati. Ciò causa un carry trade in cui gli speculatori richiedono yen e portano al rialzo del valore relativo dello yen rispetto alle altre valute.

Il concetto di differenziale nei tassi di interesse

I trader che intervengono nel mercato Forex lo fanno prendendo decisioni sulle coppie di valute, ad esempio EUR / USD. Nell’analisi fondamentale che gli operatori devono sviluppare, devono essere presi in considerazione i tassi d’interesse disposti dalle autorità monetarie di ciascuna delle valute interessate.

La differenza tra entrambi i tipi di interesse è nota come “differenziale del tasso di interesse”. Molto importante tenerne conto.

Ogni volta che lavoriamo con coppie di valute, ce ne sarà una con rendimento maggiore rispetto all’altra e se il differenziale aumenta, favorirà la valuta con il rendimento più alto. D’altra parte, se lo spread tende a ridursi, quella favorita sarà la valuta con il rendimento più basso.

Tassi nominali e reali

Quando ci si riferisce ai tassi di interesse nei mercati, è importante sapere se si riferiscono al tasso di interesse nominale o reale.

Il tasso nominale è quello che è stato definito dalla banca centrale e non è sempre la misura più appropriata da prendere in considerazione. Il tasso di interesse reale è quello che risulta dall’adeguamento del tasso nominale con l’indice di inflazione. In questo ambito bisogna tenere a mente una semplice formula:

Tasso di interesse reale = tasso di interesse nominale – inflazione attesa.

I mercati tengono conto del tasso reale, dal momento che nel prendere una decisione di investimento dobbiamo considerare il rendimento reale che questo investimento ci darebbe. Ad esempio, se investiamo in un’obbligazione il cui tasso di interesse nominale è del 3% e l’inflazione è pari al 2%, il rendimento di tale obbligazione sarà del 1%.

In conclusione, diremo che nell’Analisi Fondamentale che deve essere effettuata da coloro che operano nel mercato Forex, i tassi di interesse giocano un ruolo decisivo.

REDAZIONE BORSA DIVERSA

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Come funziona: coppia di valute

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Una coppia di valute è la quotazione e la struttura dei prezzi delle valute scambiate nel mercato forex; il valore di una valuta è un tasso ed è determinato dal suo confronto con un’altra valuta. La prima valuta elencata di una coppia di valute è chiamata la valuta di base e la seconda valuta è chiamata valuta di quotazione. La coppia di valute indica quanta parte della valuta di quotazione è necessaria per acquistare un’unità della valuta di base.

Tutte le operazioni sul forex implicano l’acquisto simultaneo di una valuta e la vendita di un’altra, ma la stessa coppia di valute può essere considerata come una singola unità, uno strumento che viene acquistato o venduto. Se acquisti una coppia di valute, acquisti la valuta base e vendi implicitamente la valuta quotata. L’offerta (prezzo d’acquisto) rappresenta l’ammontare della valuta di quotazione necessaria per ottenere una unità della valuta di base. Al contrario, quando vendi la coppia di valute, vendi la valuta base e ricevi la valuta di quotazione. L’ask (prezzo di vendita) per la coppia di valute rappresenta quanto si otterrà nella valuta di quotazione per la vendita di un’unità di valuta di base.

Una coppia di valute ampiamente negoziata è l’euro rispetto al dollaro USA o mostrata come EUR / USD. La quotazione EUR / USD = 1.2500 significa che un euro viene scambiato per 1.2500 dollari USA. In questo caso, l’EUR è la valuta di base e l’USD è la valuta di quotazione (controvaluta). Ciò significa che 1 euro può essere scambiato per 1,25 dollari USA. Un altro modo di considerare questo è che comprare EUR 100 ti costerà $ 125.

Principali Coppie di Valute

Ci sono tante coppie di valute quante sono le valute nel mondo. Il numero totale di coppie di valute esistenti cambia mentre le valute vanno e vengono. Tutte le coppie di valute sono classificate in base alla quantità di volume scambiato su base giornaliera. Le valute che scambiano il maggior volume con il dollaro USA sono indicate come le principali valute. Questi includono EUR / USD, GBP / USD, USD / JPY, USD / CHF, AUD / USD e USD / CAD. Tutte le principali coppie valutarie hanno mercati molto liquidi 24 ore al giorno ogni giorno lavorativo e hanno spread molto ridotti.

Valute minori

Le coppie di valute che non sono associate al dollaro statunitense sono indicate come valute minori. Queste coppie hanno spread leggermente più ampi e non sono liquide come le principali, ma sono comunque mercati sufficientemente liquidi. Alcuni esempi includono EUR / GBP, GBP / JPY e EUR / CHF.

Come funziona: la leva finanziaria

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Ci sono diverse modalità di investire in borsa, una di queste è la leva finanziaria, o detta anche in altri termini “leverage”. Con questo sistema un investitore può acquistare o vendere azioni una somma superiore rispetto a quanto effettivamente possiede, quindi più alta rispetto al suo capitale. Di fatto con la leva finanziaria chi investe in borsa o si occupa di trading può ottenere altissimi rendimenti maggiori rispetto alla sua effettiva capacità d’investimento. Ovviamente l’investitore si espone a rischi molto più elevati poiché non ha copertura per le eventuali perdite che possono essere in molti casi molto ingenti.

Questo diciamo che è un aspetto sintetico e generale di come funziona la leva finanziaria, ma vediamo alcuni esempi concreti di come funziona questo meccanismo finanziario.

Esempio di leva finanziaria

Poniamo che un investitore ha un capitale di 1.000 Euro e decide di investire su di un titolo, ipotizziamo anche che le probabilità di guadagno o perdita siano del 30%, quindi se l’investimento ha esito positivo, otterrà 1.300 Euro di contro se perderà, rimarrà con 700 Euro di capitale residuo, questo sistema s’identifica come una delle normali operazioni d’investimento.

Ora vediamo come cambia la modalità d’investimento usando la leva finanziaria, quindi come funziona e quali possono essere i vari risvolti in caso di vincita o perdita.

Ipotizziamo ora che l’investitore che ha 1.000 Euro di capitale, decida di prendere altri 9.000 Euro in prestito. Questo ovviamente cambia del tutto la connotazione del suddetto investimento, poiché la leva finanziaria è di 10 a 1, quindi si investe 10.000 avendone in realtà solo 1.000 come capitale proprio.

A questo punto, se l’investimento fatto andrà come sperato, quindi positivamente, ipotizzando sempre un 30% di guadagno come di perdita, in caso positivo otterrà ben 13.000 Euro, con un rendimento lordo di 3.000 su un capitale disponibile di 1.000, questo vuol dire un profitto lordo del 300%. Sui 9.000 Euro che in ogni caso dovrà restituire e pagare un interesse, ma che in funzione del rendimento si tratta di una cifra più che accettabile. Questo in soldoni come funziona la leva finanziaria, dove in borsa spesso è utilizzata per ottenere alti profitti anche quanto non si hanno capitali sufficienti.

La leva finanziaria sui derivati

Un’altra modalità per fare trading online e ottenere rendimenti superiori grazie al moltiplicatore del capitale, come potrebbe essere ad esempio l’oro. In questo caso abbiamo due modalità per ottenere un rendimento: possiamo comprare l’oro fisico oggi e rivenderlo tra un mese aspettando che salga e ottenere quindi un margine di guadagno.

Vediamo un altro caso quindi, ad esempio se decidiamo di acquistare un derivato tra un mese. In questo caso abbiamo la possibilità di comprare poniamo 100 grammi d’oro a prezzo corrente di 5.000 Euro. Ora con i derivati l’investitore non deve avere i 5.000 Euro, ma solo il capitale per acquistare lo stesso derivato.

Ora ipotizziamo che una qualsiasi banca vende per 100 Euro un derivato che ci consentirà di acquistare tra solo un mese gli stessi 100 grammi d’oro per la somma di 5.000 Euro. Se passati i 30 giorni l’oro salirà di valore, mettiamo del 10%, quindi 100 grammi varranno 5.500 Euro, potremmo comprarlo e rivenderlo subito dopo, ottenendo un guadagno di 500 Euro, che decurtati dei 100 Euro del costo del derivato si otterranno ben 400 Euro di profitti, in altre parole il 400% del capitale. Al contrario, evitando la leva finanziaria, per ottenere 500 Euro l’investimento sarebbe dovuto essere di 5.000 Euro, con un profitto di solo il 10%.

Questo dovrebbe far capire come spesso in borsa e nel trading in genere si possono ottenere grandi guadagni a fronte di capitali inferiori agli stessi rendimenti, questa è la leva finanziaria, ed ecco in buona sostanza come funziona, ma ovviamente non è detto che il guadagno sia sempre scontato!

Può anche andare male con leva finanziaria

Abbiamo visto dunque l’aspetto positivo della leva finanziaria, ma come sappiamo, non è né certo né scontato che ogni investimento fatto in questa modalità vada sempre a buon fine. Vediamo ora come funziona la leva finanziaria in caso di perdita, perché, di fatto, l’effetto moltiplicatore funziona sì quando positivo, ma funziona anche quando si va in perdita, con effetti molto ampi. Ad esempio, ipotizziamo di avere 1.000 Euro del nostro capitale e vogliamo investirne altri 9.000 presi in prestito, poniamo anche che il titolo acquistato perda il 30% quindi dei 10.000 investiti ne resterebbero solo 7.000 di cui 9.000 dobbiamo restituirli con ovviamente un interesse aggiuntivo, quindi la perdita sarà di 3.000 Euro su un capitale iniziale posseduto di 1.000. Questo vuol dire una perdita del 300% dovuto alla perdita del valore iniziale del titolo acquistato, com’è facile intuire i rendimenti possono essere altissimi così come lo sono anche le perdite.

La leva finanziaria in borsa è sicuramente uno strumento speculativo che offre ampie forbici di profitto, ma come abbiamo visto anche le perdite, vanno di pari passo, quindi si tratta di uno strumento che va usato con molta cautela. Fare trading a questi livelli presuppone una buona conoscenza dei meccanismi di rendimento e perdita, quindi con la consapevolezza dei rischi che si possono correre. Per molti aspetti si tratta di uno strumento che ha grandi potenzialità interessanti, chi si occupa di trading spesso utilizza questo sistema, ma stiamo parlando di persone che hanno molta esperienza e sanno ben interpretare il mercato finanziario.

Chi fa trading, almeno una volta ha sperimentato il lato negativo della leva finanziaria, ed è ecco detto come funziona questo sistema non proprio privo di stress.

Per approfondire ulteriormente leggete anche quanto scrive la CONSOB sulla leva finanziaria.

 

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