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L’incertezza sulla Brexit rende impossibile fare trading con la sterlina

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La Brexit torna di moda e quindi ne parliamo anche noi.

Cosa sta succendendo in UK? e la sterlina?

Brexit: situazione politica

Il tempo stringe verso il D-day per Theresa May dell’11 dicembre, quando la Camera dei Comuni emetterà il verdetto sul suo accordo Brexit.

La maggior parte degli osservatori politici concorda sul fatto che al momento il primo ministro non abbia i numeri per farlo passare in Parlamento. Ma prima che avvenga la votazione, i parlamentari avranno a disposizione diversi giorni di discussione sull’accordo. Tutto può accadere.

Secondo la legge, la Camera dei comuni deve “approvare” questa mozione prima di procedere all’attuazione dell’accordo Brexit. Ma se i parlamentari finiscono per modificare / sostituire la formulazione, questa potrebbe non essere più considerata come “approvazione”.

Fondamentalmente, il voto è sia sull’accordo di ritiro – un documento legalmente vincolante che include il controverso backstop dell’Irlanda del Nord – sia sul futuro quadro politico, un insieme di disposizioni generali per un accordo commerciale UE / Regno Unito.

E i mercati?

Gli investitori nervosi si stanno allontanando dal fare grandi scommesse sulla sterlina a causa dell’incertezza intorno alla Brexit.

Dal referendum del 2016 in pi, la sterlina è sempre stata sotto i riflettori dei mercati, salendo e scendendo in linea con tutti i colpi di scena che si sono susseguiti da quel referendum. Ma mentre il passa e la posta in gioco aumenta, la valuta sta diventando meno volatile. La sterlina ha oscillato intorno ai $ 1,27 circa, dalla scorsa estate.

La sterlina è “assolutamente impossibile da negoziare a questo punto” a causa dei molteplici cambiamenti causati dalla Brexit”, ha affermato Stephen Gallo, responsabile della strategia forex presso la Bank of Montreal.

I traders nervosi si stanno rivolgendo ai mercati dei derivati per speculare su come si svolgerà la Brexit nei prossimi tre mesi. L’attività indica che i mercati si aspettano che i parlamentari votino l’accordo Brexit del Primo Ministro Theresa May l’11 dicembre, ma sono meno sicuri di cosa accadrà dopo.

Gli investitori a lungo termine sono seduti in disparte, non disposti a vedere i loro rendimenti esposti a un mercato imprevedibile.

“È una situazione molto insolita perché il mercato è normalmente molto sofisticato nella gestione del rischio di eventi – ma non questa volta. C’è un sacco di paura, ma non ci sono scadenze concrete o risultati che i partecipanti al mercato possano tenere in considerazione”, ha detto Girome Bono, amministratore delegato e direttore degli investimenti di White Marigold Capital.

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Cristiano Ronaldo alla Juve, borsa ed effetti economici

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Sei interessato al mercato azionario e hai un debole per il calcio? Bene, allora sicuramente saprai che le tue due passioni sono strettamente collegate, e che attualmente gli eventi e le notizie riguardanti il mondo del calcio possono influenzare l’andamento borsistico di certe azioni. Come ovviamente successo tra Cristiano Ronaldo e la Juventus FC.

È da tempo che le squadre di calcio vogliono essere coinvolte nei principali mercati del mondo. Ci sono stati molti club che hanno visto nei mercati azionari una buona occasione per ottenere redditività e nuovi canali di finanziamento. Questo sport tradizionale, che raccoglie sempre più appassionati, ha un proprio indice di borsa in Europa: lo STOXX Europe Football.

Non possiamo negare che gli alti e bassi dei mercati siano dovuti alle sconfitte o alle vittorie sul campo dei club quotati, ma anche a acquisti o cessioni spettacolari come l’ultima riguardante Cristiano Ronaldo, il super attaccante ex Real Madrid, che dalla prossima stagione vestirà la maglia bianconera.

Le voci di un possibile Cristiano Ronaldo alla Juventus

In borsa, la Juve era stata scambiata ai minimi lo scorso 4 aprile. Quel giorno le sue azioni erano cadute con forza dopo essere stata eliminata proprio dal Real Madrid nelle semifinali della Champions League. Ronaldo, con il suo spettacolare gol, ha sottratto 30 milioni di euro alla capitalizzazione di mercato dei bianconeri, portandola a soli 615,29 milioni.

Martedì 3 luglio è stata diffusa la notizia della possibile firma di Cristiano Ronaldo, che i media italiani e portoghesi davano per scontata nelle “prossime ore”. In quella settimana, la Juventus ha preso il volo, rimontando più del 30%, in gran parte grazie ai forti rumori riguardanti l’acquisizione.

La stampa sportiva, che per tutta la settimana ha insistito sulla concretezza della notizia, è arrivata a ipotizzare la nuova residenza del miglior giocatore del mondo in un’urbanizzazione esclusiva di Torino, con oltre 1.700 metri quadrati di spazio abitabile.

Da quando sono iniziate le voci sulla firma del giocatore portoghese, i titoli hanno accumulato un aumento del 33%. Infatti, il “surriscaldamento” delle azioni della Vecchia Signora ha portato la Consob, a chiedere spiegazioni alla Juventus, che ha dovuto rilasciare una dichiarazione ufficiale al mercato:

“Su richiesta della Consob, dopo la recente copertura mediatica, la società Juventus Football Club chiarisce che durante il periodo di trasferimento valuta molte opportunità di mercato e, se viene definito un accordo, verrà rilasciato un comunicato stampa conforme alle regole “, ha riferito il club juventino.

Le azioni della Juventus di Torino sono salite così ai massimi da quattro mesi dopo la conferma di una possibile operazione. Con voci che davano l’acquisto del attaccante al Real Madrid che poteva ammontare a 105 milioni con un gettone, a carico del club torinese, di 30 milioni di euro netti a stagione fino al 2022.

Reazioni in borsa dopo conferma acquisto di Ronaldo.

A prescindere dalle previsioni, la conferma della firma di Cristiano Ronaldo alla Juve ha causato un crollo del valore delle azioni. Nel giorno di mercoledì, a soli 2 giorni dall’annuncio della firma, la caduta del titolo ha raggiunti già il 7,4%, che si aggiunge -4% registrato nella sessione di martedì.

In questo modo, la capitalizzazione di borsa della Juventus ha perso 100 milioni di euro in soli due giorni, lo stesso importo che ha pagato per la stella portoghese. Da quando erano iniziate a circolari le voci della possibile firma, le azioni erano aumentate del 33%, mentre sono diminuite di oltre il 16% da quando è stata confermata l’operazione, per toccare il minimo di 0,76 euro nella giornata di giovedì 12.

Sembrerebbe che si sia concretizzato il detto borsistico, comprare con i rumori e vendere con la notizia. L’annuncio ufficiale è stato fatto con il mercato italiano già chiuso, e quello che sembrava una buona notizia per il club bianco nero si è trasformato in una caduta del titolo in borsa. Tuttavia, la sua capitalizzazione è rimasta molto più alta rispetto alla settimana precedente all’annuncio e dopo il minimo toccato giovedì ora sembra aver imboccato una tendenza rialzista.

Il futuro delle azioni della Juventus con Cristiano Ronaldo

La Vecchia Signora ha debuttato nel mercato azionario nel 2001 dopo una OPV che fissava il prezzo dell’azione a 3,45 euro. Fu così che la Juve si unì in maniera piuttosto brillante a squadre come Roma, Lazio, Manchester United o Borussia Dortmund nel mondo dei club quotati in borsa.

Nonostante questo il valore delle azioni della Juve ha vissuto un percorso tutt’altro che entusiasmante negli ultimi diciassette anni. Possiamo dire che, dopo una serie di pesanti cadute, i titoli non hanno mai sollevato la testa e, nonostante il rimbalzo nei giorni scorsi, hanno accumulano una caduta superiore al 70%.

Le azioni hanno subito pesanti battute d’arresto dal 2006, quando la squadra era scesa in serie B per gli scandali di Calciopoli, dove veniva coinvolta in diverse partite truccate. Sebbene la Juventus abbia riacquistato lo status sportivo dopo un anno di inferno, con sei campionati consecutivi, le azioni non hanno toccato l’euro per azione fino a quando Cristiano Ronaldo non è arrivato al club.

Bisogna considerare che la firma di Cristiano Ronaldo costerà alla Juventus circa 320 milioni di euro, ad un tasso di 80 per ciascuna delle quattro stagioni che il portoghese avrebbe firmato. Calcolando che il trasferimento è valutato in 100 milioni a favore del Real Madrid. Lo stipendio del calciatore supporrebbe una spesa di circa 55 milioni per la Juve, di cui Ronaldo incasserebbe un netto di 30 milioni.

A fronte di queste esorbitanti cifre bisognerà vedere se la Vecchia Signora riuscirà a capitalizzare l’arrivo del super attaccante nelle 4 stagioni a venire e non solo dal punto di vista calcistico. Infatti la Juventus non contratta solo Cristiano Ronaldo, un semplice giocatore di calcio, ma CR7, un marchio che fattura 93 milioni all’anno. Pertanto, il portoghese diventerà il simbolo di una nuova Juve planetaria, aumentando la sua partecipazione a tornei e sponsorizzazioni in tutto il mondo.

Per il momento l’unica certezza è che la casa automobilistica Fiat, di proprietà della famiglia Agnelli, sta fronteggiando uno sciopero interno per i 100 milioni pagati al Real Madrid per la firma di Cristiano Ronaldo.

Per controllare in tempo reale il valore delle azioni della Juve clicca su: Azioni Juventus FC

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REDAZIONE BORSA DIVERSA

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Cos’è lo spread? Significato, valore e andamento

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Spread o non Spread? Italia o Europa? Il 4 marzo si è aperta in Italia una fase di instabilità politica che ne ha caratterizzato anche l’economia. Questa fase è degenerata il 27 maggio quando Giuseppe Conte ha rinunciato al mandato di formare un nuovo Governo dopo il veto del Presidente della Repubblica Mattarella che ha rifiutato la nomia di Paolo Savono al Ministero dell’economia. Dopo il fallimento di questo fine settimana della coalizione di due partiti Movimento 5 Stelle e Lega, le elezioni anticipate dovrebbero arrivare presto. La preoccupazione degli analisti, oltre all’immediata incertezza politica, è che nuovi sondaggi potrebbero fornire a questi partiti una visione ancora piu’ euroscettica con un preciso mandato a prendere una posizione più conflittuale con l’UE e spingere per politiche fiscali che potrebbero rompere le regole stabilite da Bruxelles.

L’Italia – la quarta maggiore economia europea e membro fondatore della zona euro – non ha avuto un nuovo governo da quando ha tenuto le elezioni a marzo. Ma nell’ultima settimana, la politica del paese ha assunto un nuovo livello di imprevedibilità. Tra questa incertezza – che ha lasciato aperta la prospettiva di elezioni anticipate e la formazione di un’altra alleanza populista – gli investitori si sono improvvisamente allontanati dagli investimenti più rischiosi come azioni e materie prime e si sono rifugiati nella relativa sicurezza dei titoli di stato tedeschi e americani, dollaro e yen giapponese.

Tutto questo ha portato, mercoledì, lo spread a raggiungere il livello più alto da ottobre 2013, riflettendo un deterioramento del mercato obbligazionario italiano e uno spostamento degli investitori verso il debito tedesco (Il cosiddetto spread è il differenziale tra i rendimenti sui titoli di stato italiani e quelli della Germania – la più grande economia europea, vista come paese con i titoli di stato più sicuri in Europa.)

Questa dinamica ha ricordato i giorni peggiori della crisi del debito europeo iniziata nel 2010, quando gli investitori hanno iniziato a considerare il rischio che la Grecia potesse andare in default sul suo debito, e quindi rivolto un occhio preoccupato a paesi come Irlanda, Portogallo e Spagna. Da allora, i responsabili delle politiche europee sono stati in grado di allentare le preoccupazioni degli investitori, in parte attraverso una politica della Banca centrale europea di stampare efficacemente denaro per spingere i tassi di interesse verso il basso e accelerare la crescita economica. Ma l’incertezza in Italia ha risuonato in tutto il continente. I principali indici azionari di Londra, Francoforte e Parigi sono crollati. Nel segno che gli investitori erano alla ricerca di attività più sicure, tutti i rendimenti delle obbligazioni a 10 anni di Gran Bretagna, Francia e Germania sono diminuiti.

Senza entrare nell’analisi politica sulle mosse di Salvini, Di Maio e Mattarella, ci limiteremo a parlare della parte economica. Ovvero dello Spread e del Debito Pubblico.

Significato Spread, oltre Wikipedia

Il termine “spread obbligazionari” o “spread” si riferisce al differenziale del tasso di interesse tra due obbligazioni. Matematicamente, una diffusione di obbligazioni è la semplice sottrazione di un rendimento obbligazionario da un altro. Gli spread obbligazionari sono il modo comune con cui i partecipanti al mercato mettono a confronto il valore di un titolo con un altro, in modo simile alla ratio utilizzata per le azioni.

Lo spread di rendimento è una metrica chiave che gli investitori obbligazionari utilizzano quando misurano il livello di spesa per un’obbligazione o un gruppo di obbligazioni. Ad esempio, se un titolo sta producendo il 7% e un altro sta dando il 4%, lo spread è di tre punti percentuali, ovvero 300 punti base (BP). Lo spread di cui stiamo parlando non è da confondere con lo Spread nel forex

Video che spiega cos’è lo spread

In ogni caso potete controllare la definizione di Spread che da Wikipedia: Spread.

Spread e Debito Pubblico, quale relazione?

Le principali conseguenze di un aumento dello spread si possono ritovare alla voce debito pubblico.

Spieghiamo…

L’Italia, per finanziare le proprie attività, ricorre al “debito pubblico”, ovvero prende in prestito soldi e lo fa fa con l’emissione di obbligazioni, titoli che possono essere acquistati da chiunche ovvero da privati, banche, aziende e cosi’ via.

Queste obbligazioni possono durare 3, 4, 10, 20, 30 anni. Questi titoli hanno un interesse che lo stato paga quando il titolo scade. Questo è il motivo per cui lo spread influenza il debito pubblico.

Valore e andamento dello Spread Italia-Germania

REDAZIONE BORSA DIVERSA

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